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Questavita.net è il blog di Jacopo Ottaviani. E questo è il suo blogroll:
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In un suo post Jacopo parla della Mental Detox Week:

Mental Detox Week

“Ti svegli, metti sù il caffè e ti prepari per andare a lavorare. Poi, proprio mentre stai per afferrare al volo il cellulare, ti ricordi che oggi è l’inizio della Mental Detox Week.
Da oggi, e per una settimana, non ti infilerai le cuffie e non ascolterai il tuo iPod. Non starai davanti al tuo computer un minuto più del necessario. Non ti preoccuperai di mail a cui rispondere e non ti connetterai su Facebook o MSN. Ridurrai al minimo il tempo che spendi davanti a, o con, qualsiasi strumento tecnologico.
Di sera magari guarderai il tuo programma preferito per un’oretta, ma poi spegnerai la televisione, farai quattro chiacchiere con chi vive con te, laverai i piatti e leggerai un libro, rilassandoti. Lo farai per cinque giorni e venerdì notte deciderai se sconnetterti completamente, per tutto il weekend.
Per un paio di giorni potrai sentirti come un drogato in crisi d’astinenza: nervoso, agitato e distratto. Ma qualcosa poi cambierà.”

Beh, aderisco anch’io all’iniziativa. Con la TV non avrò grossi problemi, è già spenta da un paio d’anni. Anche il cellulare non mi darà problemi, già lo utilizzo per lo stretto necessario. Per l’iPod, che poi iPod non è, ma è Creative, sarà leggermente più impegnativa, ma nemmeno questo mi mette paura. Sarà come quando viaggio, che rifiuto di isolarmi con le cuffie per ascoltare i rumori dei posti che visito. Faticherò molto più col laptop, che da sempre riesce a risucchiarmi nei suoi vortici di ozio, tunnel a cristalli liquidi, oceani di entropia informativa. Dal quel dì cui fui cablato, gli unici frangenti in cui rimasi sconnesso, furono i giorni in cui ero fisicamente lontano. In viaggio. Altrimenti nessuno scampo, tra blog, email, IM e quaquaraquà. Ne minimizzerò l’uso, almeno per questa settimana. Poi vediamo come va. Ho intenzione di esercitarmi a cazzeggiare in maniera più costruttiva per la mia persona. Ho una marea di libri da leggere in coda.

PS: grazie a Rachele per avermi trascinato in tutto questo. E per la traduzione del testo.

Chiudo con alcuni suoi versi:

Spighe di graminacee
Imbevute di rugiada —
Molotov al vento.

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Proseguiamo il sesto viaggio con Cannella: may your dances be slow dances, by Rachele. Già dal sottotitolo si può intuire che se non si conosce l’inglese con questo blog ci può essere…qualche difficoltà!

Rachele nel suo profilo scrive: i am green, i am cinnamon, i am watermelon. Poi un “mistero” l’account di blogger risulta aperto dal 2001 ma il blog  data dal Settembre 2005 e nel primo post in un commento da parte di negro una frase sibillina: oooohh che bello aspettavo questo momento… mi mancavano i tuoi post, davvero. molto bella la prima foto in cima al photoblog. aggiorno il link…. Quindi un blog esisteva prima di Cannella, quale mai sarà stato?

Ecco il primo post (dell’8 Settembre 2005):

you shall know our velocity

poi in aereo da zurigo a milano ci hanno fatti sedere in posti distanti, e, distanti, abbiamo fissato dall’alto la svizzera e l’italia, e anche la fine della nostra seconda estate insieme.

in cima a un colle a castrocaro mi sono guardata intorno e, ancora una volta, mi sono sentita più a casa che qui.

ma dentro un abbraccio più a casa che mai.

è stato forse il catalogo ikea a rivelare con crudezza che tra qualche settimana la mia vita verrà completamente rivoluzionata.
appoggiato con noncuranza nel cesto della posta mi ha avvertita con la sua copertina ammiccante che era ora.

ho fatto il test d’ingresso insieme a ragazzi di 4 anni più piccoli di me, ho preso la bicicletta di valentina e attraversato forlì alle otto di mattina, poi alla mezza. insieme al manubrio tenevo stretta anche la mia vita, come tenevo stretto lui, ieri sera.

ho paura che sfugga tutto di mano, inevitabilmente.

Ed anche l’ultimo (del 30 Aprile scorso):

i’ve been asleep for a long long time, part 2

the hottest state di ethan hawke si è rivelato un film mediocre, ma vanno salvati l’interpretazione di laura linney (jesse), gli occhioni ormai invecchiati dello stesso ethan e qualche battuta degna di nota.
pillole di saggezza, qualcuno le chiamerebbe.

jesse: and, listen, you’re gonna die, okay? relatively soon, okay? so, that being said, you have nothing to worry about. no matter what happens in this life you have two options, only two options. you can handle things well and be happy, or you can handle them poorly and be miserable. it’s up to you.

io le cose le voglio gestire bene. voi?
mentre pensate cosa scegliere, io vado a roma.

Ed infine i link del blog:

Ma c’è anche dell’altro