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Note a piè di pagina di Valeria.

Il blog di Valeria ha avuto inizio nell’Aprile del 2007:
E così ecco come si fa un blog..semplice e indolore.
Riempirlo però sarà un altro paio di maniche..per ora mi limito ad osservarlo di sottecchi, un po’ come faceva la famosa volpe con il piccolo principe.Colonna sonora: The house of the rising sun
umore: possibilista
Valeria gestisce una libreria di San Giovanni in Rotondo:
Ho vissuto un po’ dappertutto…ho cambiato tanti lavori. Ho sperimentato sulla mia pelle cosa vuol dire lavorare nello “scintillante” mondo della comunicazione …e sono scappata a gambe levate appena possibile! Ho scelto di vivere in provincia e di aprire una piccola libreria. Si chiama Fahrenheit.
I suoi compaesani a quanto pare non hanno una grande opinione di questo mestiere:
Girano certe leggende metropolitane sulla libreria e i suoi abitanti (leggete me medesima e il sig.apprendista) incredibili, false, paradossali, irritanti…
Ogni giorno se ne sente una nuova, si passa dal dire che non facciamo niente di niente (abbiamo da gestire il negozio, la mostra in corso, da poco finita la promozione mondadori che ha richiesto tempo e energia, stiamo allacciando contatti con ditte, aziende..ma certo non possiamo e non vogliamo farci promotori di tutta la cultura tout court di san giovanni…dovremmo lavorare 70 ore al giorno e cmq non sono questi i nostri compiti e ci sono tante altre realtà che se ne occupano) al raccontare storie “succulente” sull’apprendista o su di me…o, persino, sull’astronauta (e la sua presenza in libreria)
Vabbè..ridiamoci sopra..san giovanni è anche questo…ma se solo, ogni tanto, la gente accendesse il cervello prima di parlare…
Colonna Sonora: Breath - Midge Ure
Umore: cervellotico
L’8 Aprile scorso del suo blog Valeria scriveva :
Avere un blog è strano.
Razionalmente so che quello che scrivo verrà letto da tutti, ma quando scrivo è un po’ come se scrivessi sul mio diario, solo per me o al massimo per persone di altre città, lontane, che non mi conoscono nella “realtà” e quindi tutto quello che rappresento per loro è al massimo un insieme di bit telematici.
Invece vengo letta da persone di questa città e succedono cose strane.
Per esempio mi è capitato più volte di parlare con qualcuno, magari in libreria, di come la penso su un certo argomento e che mi venga risposto “sì, lo so. l’ho letto sul tuo blog“.
L’effetto è straniante, è come se io fossi due persone: una che respira, si muove, mangia, incontra gente, diciamo la Valeria pubblica, e un’altra invece che si nasconde dietro un monitor e parla di sè. Di solito della gente conosciamo solo il lato “pubblico” (spesso persino tra i famigliari e gli amici), quindi il fatto che di me si sappia anche il lato privato, a volte mi imbarazza.
Succede soprattutto con gli estranei: magari pagano e poi dicono “leggo il tuo blog“. E io li guardo e penso Io non ti conosco, mentre tu conosci me. Non vale :-)
Non voglio chiudere il blog, perché mi piace scrivere e trovo bello il fatto che, a differenza del classico diario, sia interattivo, quindi che possa dialogare con voi. Però, è ripeto, a volte un po’ strano l’effetto. Sopratutto per una persona un po’ timida come me.Ovviamente non è un vero e proprio diario: spesso mi autocensuro, è ovvio, nella parte più razionale del mio cervello (ebbene sì, un briciolo di razionalità ce l’ho anch’io) ho sempre presente che non posso lasciarmi del tutto andare…esempi? non faccio nomi e cognomi di solito, non racconto confidenze di amici, non scrivo della mia vita amorosa e men che meno di sesso
insomma, cerco di mantenermi su quel sottile crinale che divide il “raccontare di me” dal “raccontare troppo di me”. Ma a volte non è facile e tra l’altro la sensibilità su ciò che è “personale” varia da persona a persona (l’astronauta per esempio ritiene che io racconti troppo di me e si è infastidito soprattutto le poche volte in cui ho accennato a litigi tra di noi).
Poi succedono anche le cose paradossali: qualche giorno fa mio padre mi ha chiesto allarmato “chi è questo astronauta che frequenti di cui ho sentito in giro“.
Da quando glielo ho spiegato (trattasi della stessa persona con cui sto, papà, nientre losche relazioni) ho saputo che anche lui ha cominciato a leggere il mio blog….(e questo tra l’altro è un motivo in più di autocensura![]()
Non so se è lo stesso per gli altri blogger…forse quelli che vivono in grandi città sentono meno questa peculiarità. Comunque sia fa uno strano effetto…
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